Il Teatro Antico all’apertura
Andateci appena apre, prima dei gruppi: il palcoscenico incorniciato dall’Etna è il motivo per cui questa città esiste nel turismo da due secoli. D’estate diventa una sala da concerto all’aperto.
Un centro storico lungo un chilometro, una baia sotto e un vulcano di fronte. Da casa si parte a piedi.
Taormina sta su un terrazzo di roccia a 200 metri sul mare. Quasi tutte le case in affitto stanno sulla collina sopra il paese o giù verso la statale: significa navette, tornanti e un’auto da parcheggiare due volte al giorno.
Casa Awaya si trova dentro il centro storico. Si esce dal portone e si è già in paese. Questo cambia completamente il ritmo delle giornate: si torna a casa a metà pomeriggio e si riparte la sera senza pensarci.






Andateci appena apre, prima dei gruppi: il palcoscenico incorniciato dall’Etna è il motivo per cui questa città esiste nel turismo da due secoli. D’estate diventa una sala da concerto all’aperto.
Di giorno il Corso Umberto è pieno; dalle sette in poi cambia natura e diventa la passeggiata dei residenti. Da Porta Messina a Porta Catania sono venti minuti lenti, con due piazze belle in mezzo.
Il borgo sopra Taormina, cinque chilometri di tornanti o un autobus. Ci si va per la vista dall’alto e per il vino alla mandorla, e si torna giù con il buio addosso.
I giardini creati da una nobildonna inglese di fine Ottocento, con le sue costruzioni in mattoni e legno affacciate a picco sulla baia. È il posto più fresco e più vuoto del centro.
La funivia scende da Taormina a Mazzarò in pochi minuti e vi mette davanti a due acque diverse: Isola Bella, con i suoi ciottoli e la lingua di sabbia che compare e sparisce, e Mazzarò, più comoda per una giornata intera con lettini e ristoranti. Dalle due baie partono anche le barche per le grotte e per la costa verso Capo Sant’Andrea. È la gita che consigliamo per prima.
I crateri silvestri e le colate, con o senza guida. Da fare la mattina presto.
Basalto nero e acqua gelata dentro un canyon. Fresco anche a ferragosto.
I due borghi del Padrino. Il Bar Vitelli è ancora lì.
Il mercato del pesce la mattina e il barocco nero di lava.
La prima colonia greca di Sicilia, sul mare, con l’area archeologica.
Vi organizziamo noi il transfer se lo chiedete in anticipo.
La colazione si fa sulla terrazza bassa, con la tavola apparecchiata e il campanile davanti: chi si sveglia presto la fa da solo, gli altri arrivano alla spicciolata. Poi il centro è già lì fuori, e a mezzogiorno si scende al mare con la funivia.
Il pomeriggio, quando il paese è caldo e pieno, si torna a casa: chi legge in salone, chi dorme, chi sale sulla terrazza alta. Qualcuno stende il tappetino e fa yoga guardando l’Etna. La sera si esce di nuovo oppure si cena in terrazza, cosa che succede più spesso di quanto pensiate.
Il periodo migliore. Mare già praticabile da fine maggio, centro vivo ma non saturo, terrazze perfette a ogni ora.
Alta stagione piena: concerti al Teatro Antico, mare caldo, città affollata. La casa diventa il vantaggio: si rientra a piedi quando gli altri cercano parcheggio.
La nostra stagione preferita. Mare ancora tiepido, luce bassa e dorata sulle terrazze, ristoranti senza attesa.
Non sono i primi risultati di una ricerca: sono i posti dove andiamo noi e dove torniamo. Se preferite, prenotiamo noi il tavolo.
Barche, escursioni e gli orari giusti: ci pensiamo noi quando siete qui.